Il potere del cerchio dell’8

di Maria A. Bàlzola – ottobre 2026

Il cerchio dell’8 è una pratica di guarigione ideata da Lynne McTaggart vent’anni fa partendo dallo studio e dall’osservazione di molte tecniche di guarigione nelle varie civiltà e tradizioni, antiche e moderne. Lynne McTaggart è una giornalista, scrittrice, ricercatrice con molti agganci al mondo scientifico e a ricercatori indipendenti.                                                                      

Il punto che unisce tutte le pratiche di guarigione, di diversa origine, è sicuramente la centralità dell’intenzione dell’essere umano nel processo di guarigione, sia per se stesso sia per gli altri. L’intenzione, sostenuta dall’attenzione focalizzata, veicola l’energia della mente di 8 o più persone che si concentrano sulla dissoluzione di un problema di una persona malata (o un gruppo di persone sofferenti, per esempio durante un conflitto) in funzione della sua guarigione.

Nel pieno rispetto della volontà della persona interessata e del suo processo di crescita, la si segue con la pratica fino a quando questa è necessaria. Come può la mente agire sulla materia, sul corpo di una persona, animale o pianta? Spesso l’interessato non è presente e anche i partecipanti sono lontani fra loro. Ma si possono avere immediati e importanti effetti.

Lynne organizzò nel 2006 con Fritz Albert Popp, il grande biofisico scopritore dei biofotoni, uno studio sperimentale per rilevare i cambiamenti della luce emessa da un’alga monocellulare, l’acetabularia, sottoposta da una parte alla pratica del cerchio dell’8 e dall’altra al lavoro terapeutico di un grande guaritore in presenza. Il risultato fu evidente e testimoniò, in entrambi i casi, la riduzione della luminosità dell’alga che è inversamente proporzionale al suo stato di benessere (meno luce emessa dall’alga corrisponde a un suo stato di salute migliore).                                                                  

Migliaia di guarigioni a distanza o in presenza durante i Cerchi dell’8 di Lynne si sono verificate negli incontri pubblici fatti da lei in questi vent’anni. Come è possibile tutto ciò? Cosa succede? Quali sono i presupposti teorici che possono giustificare effetti a distanza di una pratica mentale? In che relazione sono mente e materia? I nostri pensieri possono trasformare la materia? Non è certo facile risolvere questi enigmi, ma alcuni studi scientifici[1] possono venirci in aiuto e soprattutto la sperimentazione in questo campo su vasta scala effettuata sia da Lynne McTaggart sia da ricercatori in tutto il mondo per cominciare a fare delle ipotesi suggestive.

Oltre ai risultati effettivi e concreti, questa tecnica ci dà lo stimolo a farci delle domande più personali. Siamo consapevoli del nostro potere d’azione sulla realtà? Potremmo trasformare, attraverso la nostra intenzione la realtà personale (salute, relazioni, progetti…) e quella sociale in cui ci muoviamo? Se la realtà dipende dal nostro pensiero, che responsabilità abbiamo sul suo manifestarsi?

Non siamo onnipotenti, naturalmente, in quanto la realtà è influenzata da molti fattori all’interno di una grande rete informazionale di cui anche noi facciamo parte; ma nella consapevolezza di questa unione con un campo molto più grande di noi e con umiltà e amorevolezza possiamo dare il nostro contributo al miglioramento della realtà, al di là dello spazio che ci separa da essa. La situazione da risolvere può essere vicina o lontana mille miglia, non ha importanza perché il pensiero non trova ostacoli. Ciò che conta è la chiarezza e coerenza del nostro intento, unito a quello degli altri partecipanti del Cerchio dell’8.

Per questa ragione è importante diventare più consapevoli della nostra stessa mente e renderla più salda, capace di concentrarsi, e aperta per poter riconoscere il suo potere e anche i suoi limiti. La meditazione è un mezzo efficace per sviluppare queste capacità, ma anche per cogliere, nel qui ed ora, cosa i tranelli della nostra stessa mente che ci portano a credere che siamo separati dagli altri, dal mondo, che siamo vittime di una realtà solo materiale in cui la malattia sembra essere l’unico sbocco. Poter sentire dentro di noi che tutto è in relazione a tutto, e che ogni cosa è in continuo cambiamento, ci fa cambiare prospettiva e apre orizzonti, in cui la guarigione – o meglio il processo del guarire – diventa possibile. La meditazione ci mette in contatto con il fluire della vita in noi e con la connessione profonda esistente con tutto. La base meditativa è per sua natura propedeutica al Cerchio dell’8 per la preparazione della mente rendendola più stabile e attenta. A sua volta, la pratica del Cerchio accresce nel corpo e nella mente il senso profondo di connessione e amore verso tutto e tutti.

Lynne e la sua équipe hanno scoperto l’effetto specchio ovvero la diffusione del beneficio del Cerchio, a livello fisico o psichico,  ai praticanti che ne hanno fatto parte. Capita infatti che uno di loro registri un netto miglioramento o la soluzione di una sua patologia, non dichiarata al gruppo ma presente da lungo tempo. Il vissuto di connessione, amore ed espansione che spesso si vive come partecipanti del Cerchio dell’8 è un grande nutrimento e questa è forse una possibile ragione per cui anche i partecipanti hanno giovamento fisico, mentale e spirituale da questa pratica. Il Cerchio dell’8 è un dare e ricevere costante che ristabilisce la percezione del flusso della vita in noi, quel flusso che ci riporta alla nostra connessione interdipendente con tutto, donando a ciascuno armonia e salute.


[1] Vedi: Intenzionalità di guarigione. La mente e la cura nel mondo dei quanti. Di G. Pagliaro, Edizioni Amrita 2021; Il potere dell’8. Di Lynne McTaggart, MyLife 2018; The Intention Experiment. Di Lynne McTaggart, MyLife 2019, ediz.  italiana.alità di guarigione. La mente e la cura nel mondo dei quanti. Di G. Pagliaro, Edizioni Amrita 2021; Il potere dell’8. Di Lynne McTaggart, MyLife 2018; The Intention Experiment. Di Lynne McTaggart, MyLife 2019, ediz.  italiana.