Ruscus Aculeatus, pungitopo

di Michela Fronti – marzo 2026

Il Ruscus aculeatus, comunemente chiamato Pungitopo, ha diversi usi tradizionali e contemporanei. In Lombardia, come nel resto d’Italia, il Pungitopo è storicamente utilizzato come decorazione natalizia. I suoi rami spinosi, con bacche rosse, vengono raccolti nei boschi dove cresce spontaneamente per comporre centrotavola e decorazioni durante le festività invernali. Il nome volgare di Pungitopo o Spinasorèch deriva dall’usanza contadina di proteggere dai topi, con mazzetti di questa pianta, i generi alimentari conservati in cantina o in dispensa, ma anche dalla pratica agricola di disporre corone di rami secchi di R. aculeatus, ai piedi degli alberi da frutta evitando così che su di essi salgano i topi. Insomma una piccola custode verde del benessere umano!

I giovani germogli sono commestibili e in alcune zone rurali venivano (e occasionalmente vengono ancora) raccolti in primavera e consumati come gli asparagi, lessati o in frittata. Oggi la raccolta è regolamentata per proteggere la specie, quindi in Lombardia è soggetta a normative regionali specifiche sulla raccolta di flora spontanea.

Oltre ad essere buono e utile, ha anche proprietà medicinali riconosciute, utilizzate sia nella medicina popolare che nella fitoterapia moderna. Gli estratti di rizoma sono impiegati per trattare problemi circolatori, gambe pesanti e vene varicose; favorisce la diuresi; è utilizzato per disturbi delle vie urinarie. Si possono trovare facilmente preparati erboristici a base di Ruscus aculeatus in erboristerie e farmacie. In Francia, dove la fitoterapia ha un riconoscimento più consolidato nel sistema sanitario rispetto ad altri paesi, i preparati a base di Ruscus aculeatus possono essere prescritti più frequentemente, anche se sempre come terapia complementare e non di prima linea per patologie gravi.

Ecco una curiosità botanica: quando osservate il Pungitopo quelle che sembrano foglie sono in realtà rametti modificati, appiattiti e trasformati per assomigliare a foglie e svolgere la fotosintesi ( cladodi ). Le vere foglie del pungitopo sono invece ridotte a piccole squame biancastre alla base dei cladodi, spesso con una spina alla punta. È un adattamento evolutivo affascinante che permette alla pianta di resistere meglio alla siccità. Il fiore è molto piccolo e poco appariscente, verdastro e nasce proprio al centro del cladodo (quella “foglia” trasformata), attaccato alla pagina superiore.