di Ornella Capelli – agosto 2026
Nel mare azzurro, nascosto dalle onde e dalla sabbia dorata, stava un allegro gamberetto, soprannominato Tost, perché molto testardo e disobbediente con la mamma che, mentre lavorava duramente sul fondo del mare, gli raccomandava di non allontanarsi. Mentre i suoi fratellini giocavano spensierati a nascondino Tost, impaziente, si allontanò passin passino dalla sua famigliola. Durante la passeggiata incontrò un altro piccolo gambero che gli domandò: ”Dove vai?” “Vado a girare il mondo!” rispose.

“Anch’io non voglio più stare in fondo al mare! Voglio vedere cose nuove. Per questo ho salutato i miei amici: i piccoli pesci, il morbido polipo, il cavalluccio marino, grande come un dito mignolo e me ne sono venuto qui.”
“Certo in fondo al mare, potevo giocare all’altalena, attaccandomi ai rami dei coralli rossi e bianchi e dondolarmi all’infinito, ma qui c’è tanta gente, è tutto così vario per cui mi sento veramente soddisfatto. ”Camminavano all’indietro facendo progetti, per cui non videro un uomo che andava alla ricerca di vongole e di piccoli crostacei come loro. “Zip!”
All’improvviso si ritrovarono impigliati in una retina, prigionieri di un accanito cercatore. “Ma cosa succede? Dove stiamo andando?” si domandarono i gamberetti angosciati. Insieme a loro c’erano vongole polipetti e moscardini. “Che bei bocconcini.” Esclamò l’uomo. “Li cucinerò e li gusterò questa sera sugli spaghetti.”
I due gamberetti piansero, ma presto capirono che in quel modo non avrebbero ottenuto la libertà, perciò saltarono in continuazione, finchè riuscirono ad oltrepassare la retina e con un capitombolo “Plof!” cadere a terra. Tremanti di paura non riuscirono subito a camminare, ma appena si ripresero, affrontarono un’onda e poi un’altra ancora fino ad inabissarsi nel mare, ma disorientati furono costretti a chiedere con gentilezza ad un’orata, che andava orgogliosa con al seguito i suoi figli, dove fosse il luogo di ritrovo dei gamberi.
“Sentite questa corrente calda?” “Seguitela, è la strada giusta per arrivare a casa vostra.” I gamberetti ringraziarono e proseguirono, abbandonandosi alla corrente con gli occhi chiusi. Per pura fortuna non finirono in pasto ad un pescespada che, affamato, nuotava con la bocca aperta ad una velocità tale da sembrare un sommergibile.
Scampati a questo pericolo, non si sa come, poco dopo, Tost e l’amico si trovarono prigionieri tra i fanoni di una balena buona, ma con un appetito grande come lei. Fu ancora una corrente, questa volta fredda a sciacquare i denti della balena e a rimettere in viaggio i due gamberetti, che discesero a picco fino a battere il loro sederino sul fondo del mare. Tirarono un grosso sospiro, ma proprio mentre stavano per dirsi: “Batti 5!” Furono sollevati dentro una nuvola di sabbia.

“Chi siete voi, che stavate seduti comodi sulla mia schiena, mentre io stavo mimetizzata con la sabbia per riposarmi un poco?” “Siamo dei piccoli gamberi assai stanchi che si scusano e vanno di fretta: ciao ciao grande razza!” Erano ormai esausti e sfiduciati, quando una voce familiare li raggiunse: “Tost vieni qui, sono la mamma, sono dietro alle alghe con i tuoi fratellini.” Tost ed il compagno aumentarono l’andatura e arrivarono da mamma gambero, che era più rossa del solito per l’emozione di averlo ritrovato. Lo abbracciò, lo baciò, gli fece promettere di non allontanarsi, perché grande era stato il suo dolore per non averlo più con sé.
I gamberetti, da quel giorno, apprezzarono la sicurezza e l’affetto che offre una famiglia e capirono soprattutto di non essere ancora pronti per affrontare soli i tanti pericoli della vita.


