In cucina gli gnocchi e il risotto alle ortiche fanno parte della tradizione culinaria italica. Il suo gusto delicato e dolciastro si abbina bene a svariate ricette (si usano le cimette ma anche i semi). La colorazione verde scuro della sua clorofilla è sfruttata per colorare di verde pasta e pani, ma anche come tintura della lana. Ho scoperto pure che dai suoi gambi fibrosi si ricavano corde e anche fibre tessili: anticamente prima del cotone i principali tessuti erano composti da lino, canapa e ecco, dall’ortica. Le fibre di ortica, grazie alla loro resistenza e durabilità, venivano lavorate per creare stoffe, che potevano essere utilizzate per fare abiti, sacchi, corde, e anche teloni per le case o gli utensili agricoli. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania fu il paese che maggiormente utilizzò stoffe a base di ortica per produrre divise militari, uniformi da lavoro, tende e altri tessuti bellici. Questo accadde soprattutto a causa del blocco economico imposto dagli Alleati, che rese difficile l’importazione del cotone. Le sue principali doti sono quelle di essere ricca di ferro e sali minerali, è depurativa, diuretica, drenante, remineralizzante. Aiuta chi è anemico, chi ha i reumatismi o ristagni dei liquidi. I più coraggiosi si fustigano con rami di ortica per riattivare la circolazione! Per quanto riguarda la cosmesi l’ortica è usata per normalizzare le pelli grasse, per chi ha problemi di forfora o capelli grassi. Insomma potremmo scrivere un libro intero sugli usi dell’ortica… ultima (ma solo di questo articoletto, ce ne sarebbero ancora molte) curiosità: soprattutto nelle campagne o in contesti rurali, ai tempi in cui non c’erano riscaldamenti moderni, l’ortica, grazie alla sua capacità di conservare il calore, veniva messa all’interno dei materassi, spesso insieme ad altri materiali naturali come la paglia o la lana. Anche le storie di alcuni partigiani ci ripropongono questa usanza.L’ortica
di Michela Fronti – settembre 2025 Luoghi abbandonati dall’uomo e dagli animali vengono invasi dalle ortiche. Sono ovunque: nei vecchi orti, sui perimetri delle case abbandonate, agli argini dei boschi, nei fossi…sul confine tra la civiltà e la natura selvaggia c’è lei: l’Urtica dioica. Pianta perenne, con foglie opposte a 2 a 2 sul fusto a sezione quadrata, la conoscono tutti perché punge! Infatti è ricoperta da piccole ‘ampolle’ (tricomi pelosi urticanti) contenenti l’acido formico e l’istamina, che se rotte irritano la nostra pelle. L’unico modo per distruggere questi peletti è la cottura, infatti anche se essiccata l’ortica continua a pungere. A parte questa sua antipatica caratteristica, l’Urtica dioica è un’erba fantastica. Usata da sempre in cucina, nella cura, nella cosmesi, nel tessile, nell’agricoltura (è un antiparassitario naturale), nella zootecnica…e pure nell’apicoltura! Cespugli di ortiche attorno alle arnie proteggono le api dalle rane, sapete?
In cucina gli gnocchi e il risotto alle ortiche fanno parte della tradizione culinaria italica. Il suo gusto delicato e dolciastro si abbina bene a svariate ricette (si usano le cimette ma anche i semi). La colorazione verde scuro della sua clorofilla è sfruttata per colorare di verde pasta e pani, ma anche come tintura della lana. Ho scoperto pure che dai suoi gambi fibrosi si ricavano corde e anche fibre tessili: anticamente prima del cotone i principali tessuti erano composti da lino, canapa e ecco, dall’ortica. Le fibre di ortica, grazie alla loro resistenza e durabilità, venivano lavorate per creare stoffe, che potevano essere utilizzate per fare abiti, sacchi, corde, e anche teloni per le case o gli utensili agricoli. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania fu il paese che maggiormente utilizzò stoffe a base di ortica per produrre divise militari, uniformi da lavoro, tende e altri tessuti bellici. Questo accadde soprattutto a causa del blocco economico imposto dagli Alleati, che rese difficile l’importazione del cotone. Le sue principali doti sono quelle di essere ricca di ferro e sali minerali, è depurativa, diuretica, drenante, remineralizzante. Aiuta chi è anemico, chi ha i reumatismi o ristagni dei liquidi. I più coraggiosi si fustigano con rami di ortica per riattivare la circolazione! Per quanto riguarda la cosmesi l’ortica è usata per normalizzare le pelli grasse, per chi ha problemi di forfora o capelli grassi. Insomma potremmo scrivere un libro intero sugli usi dell’ortica… ultima (ma solo di questo articoletto, ce ne sarebbero ancora molte) curiosità: soprattutto nelle campagne o in contesti rurali, ai tempi in cui non c’erano riscaldamenti moderni, l’ortica, grazie alla sua capacità di conservare il calore, veniva messa all’interno dei materassi, spesso insieme ad altri materiali naturali come la paglia o la lana. Anche le storie di alcuni partigiani ci ripropongono questa usanza.
In cucina gli gnocchi e il risotto alle ortiche fanno parte della tradizione culinaria italica. Il suo gusto delicato e dolciastro si abbina bene a svariate ricette (si usano le cimette ma anche i semi). La colorazione verde scuro della sua clorofilla è sfruttata per colorare di verde pasta e pani, ma anche come tintura della lana. Ho scoperto pure che dai suoi gambi fibrosi si ricavano corde e anche fibre tessili: anticamente prima del cotone i principali tessuti erano composti da lino, canapa e ecco, dall’ortica. Le fibre di ortica, grazie alla loro resistenza e durabilità, venivano lavorate per creare stoffe, che potevano essere utilizzate per fare abiti, sacchi, corde, e anche teloni per le case o gli utensili agricoli. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania fu il paese che maggiormente utilizzò stoffe a base di ortica per produrre divise militari, uniformi da lavoro, tende e altri tessuti bellici. Questo accadde soprattutto a causa del blocco economico imposto dagli Alleati, che rese difficile l’importazione del cotone. Le sue principali doti sono quelle di essere ricca di ferro e sali minerali, è depurativa, diuretica, drenante, remineralizzante. Aiuta chi è anemico, chi ha i reumatismi o ristagni dei liquidi. I più coraggiosi si fustigano con rami di ortica per riattivare la circolazione! Per quanto riguarda la cosmesi l’ortica è usata per normalizzare le pelli grasse, per chi ha problemi di forfora o capelli grassi. Insomma potremmo scrivere un libro intero sugli usi dell’ortica… ultima (ma solo di questo articoletto, ce ne sarebbero ancora molte) curiosità: soprattutto nelle campagne o in contesti rurali, ai tempi in cui non c’erano riscaldamenti moderni, l’ortica, grazie alla sua capacità di conservare il calore, veniva messa all’interno dei materassi, spesso insieme ad altri materiali naturali come la paglia o la lana. Anche le storie di alcuni partigiani ci ripropongono questa usanza.
