di Ornella Capelli – settembre 2025
C’era una volta, nella piazza di un paese, un parrucchiere di bassa statura che si chiamava Ninì.
Incominciava al mattino: “Bene, al lavaggio la signora, all’altra fate i colpi di sole, ben distribuiti mi raccomandando, al bambino date un lecca-lecca mentre io gli taglio i capelli.”
Nel negozio c’era sempre molta gente, perché Ninì non solo era imbattibile nel taglio, ma era anche molto simpatico. Le persone si sedevano al lavaggio e lui, dopo averli ben bagnati i capelli con l’acqua calda, li insaponava, li ammorbidiva, li lisciava, li accarezzava, tanto che, molte persone, con il massaggio al cuoio capelluto, si rilassavano e si addormentavano.
Poi, davanti allo specchio, regolato lo sgabello e dopo aver scelto fra le tante forbici quelle adatte, con grande maestria, tagliava, scalava, sfilava. Era anche svelto con la scopa a raccogliere tutti i capelli da terra: quelli fini e diritti come spaghetti, quelli grossi come setole, quelli vaporosi e soffici come la lana degli agnelli.

Tutte le persone obbedivano al tocco delle mani di Ninì, che ora faceva abbassare il collo in giù, ora girava il capo a destra o a sinistra, per regolare l’altezza delle basette. A volte, fra le mani, si trovava anche delle belle teste pelate, con la sola coroncina di capelli, ma la sua vera passione si vedeva nella acconciatura delle spose: ne fece una anche alla sua Giustina. Un giorno però, si svegliò stanco, con l’ossessione dei capelli: li vedeva dappertutto, nel piatto dell’arrosto, in mezzo alla minestra, dentro le tasche e anche nei pantaloni. Decise allora di lasciare il lavoro e andarsene: per lui era indispensabile!.
Attaccò un biglietto sulla porta, con la scritta : “Torno subito!” Si seppe che andò nei mari tropicali, dove l’acqua è sempre calda. Anche Giustina lo aveva raggiunto, per condividere con lui una nuova vita fra sole e onde salate.
Ma ancora oggi, le persone sono là in fila, nella piazza, ad aspettare che Ninì torni, per riprendere il suo lavoro.



