di Cristina Maggioni – novembre 2025
Parlare di alimentazione è ormai un argomento molto diffuso, ma paradossalmente mentre cresce l’interesse, la qualità del cibo si riduce e la confusione aumenta.
Molto meno comune interrogarsi su come ci nutriamo a livello energetico, emozionale e cognitivo, come se anche in questi ambiti non ci fossero cibi spazzatura o rischi da indigestione.
L’avvicinamento ai principi basilari della medicina cinese tradizionale, la stella a 5 punte e la legge dei 5 elementi, mi ha fatto riflettere sulle emozioni e mi ha indotto ad osservarle, in me e intorno a me. Le emozioni sono temporanee, una risposta fisica e istintiva a uno stimolo, da metabolizzare e trasformare nel consolidamento dei sentimenti di coraggio, gioia, tranquillità, serenità e audacia, che scaturiscono dai 5 elementi (rispettivamente legno, fuoco, terra, metallo e acqua) in equilibrio.
Il nostro contesto ci sottopone ad un’iperstimolazione emotiva: le sollecitazioni sono continue, le polarizzazioni diventano più radicate, la comunicazione e l’informazione tendono a mirare alla “pancia”. Da utile starter, che innesca un movimento, la risposta emotiva resta attivata in modo costante e crea squilibri, a partire dal piano energetico per poi incidere negativamente sugli altri livelli, compreso quello fisico. Per esemplificare, con un’analogia: il motorino di avviamento è fondamentale per far partire il motore, ma se fosse costantemente acceso, brucerebbe e comprometterebbe tutto il sistema.
Ci sono cibi che nelle giuste quantità sono funzionali, ma in eccesso ci danneggiano. Come si legge nelle ricette: q.b., quanto basta. Un pizzico di pepe, non certo un barattolo.
Impariamo ad accogliere le emozioni con riconoscenza e consapevolezza, osserviamole per comprenderne il messaggio e trasformiamole, per non finirne travolti. Riprendiamoci la libertà di scegliere gli stimoli e di dosarli: regolando il volume o proprio spegnendolo quando serve.
È iniziata una stagione che ci invita a rallentare i ritmi: è un momento dell’anno che faccio fatica ad accogliere, cerco di cogliere le ultime occasioni per godere del sole e dell’aria aperta. Ma ancora una volta la saggezza di madre natura ci offre ciò che abbiamo bisogno: l’occasione di far decantare, di lasciare andare, di alleggerirsi, di guardarsi dentro.
Sta a noi farla nostra, buon cammino!


